Una storia. Anzi, no. Saturday, August 25th, 2007
Volevo raccontare una storia. L’avevo già scritta. Lunga. Parlava di tante cose, soprattutto di me, anche se in terza persona. Di cose successe anni fa, mesi fa, giorni fa. Di cose che pochissimi sanno, di cose che fino a poco fa non sapevo bene neppure io. Del fatto che non ho mai avuto problemi con l’apostrofo. Di eventi belli e brutti, di pianto e di gioia, di catastrofi sfiorate e di voglia di continuare. Di quanto possano essere importanti due gatti.
Poi ho pensato, no. Lasciamo che ciascuno legga la storia che vuole, quando vuole, se vuole. Lasciamo che, se vedrà qualcosa che non capirà o gli sembrerà strano da parte mia, lo interpreti a modo suo o mi chieda chiarimenti, come preferisce.
Se qualcuno vuole, quello che ho scritto è ancora lí, posso farlo leggere. Vorrei soltanto copiare qui la parte finale:
Per questo capitolo voglio ringraziare tutti quelli che ne hanno reso possibile la scrittura e, in particolare, coloro senza i quali la conclusione non sarebbe stata cosí ma, quasi sicuramente, piú brutta. Mi riferisco, direttamente o indirettamente, ad Alpha, Omega, Federica, Luca, Nicola, Eugenio, Erica. E ad altri. Grazie.
Ora devo andare. Ci sono gli altri capitoli da scrivere.
