L’ultima pizza November 2nd, 2007
Scena: in pizzeria da asporto, ora di cena.
Noi: Salve. Vorremmo due pizze con $condimento1 e una pizza con $condimento2.
Loro: No. C’è posto solo per una pizza.
Noi: …?
Loro: Quindi?
Noi: …quindi…?
Loro: Quindi, quale volete?
Noi: Ah… una sola?
Loro: Sí.
Noi: Ah. No, allora niente. (Usciamo, mentre la pizzeria continua a sfornare e mandare a domicilio pizze di tutti i tipi)
Come si spiega ciò? Ripeto che l’orario era ragionevole e non si era nella situazione “stiamo per chiudere”.
Punti di vista October 26th, 2007
Scena: interno di un treno regionale, carrozza mediamente piena. Due amici sono seduti agli estremi di una diagonale di uno dei blocchi da quattro posti; piú in là, due ragazze che non si conoscono occupano altri due posti adiacenti. L’età media è per tutti sulla ventina. Il treno parte.
Dopo pochi minuti una delle due ragazze si alza e si dirige verso i due ragazzi, uno dei quali stava ascoltando musica. È piuttosto carina e l’abbigliamento non lo nasconde.
Ragazza: Ciao! Scusate, posso sedermi qui? Non mi piace stare da sola in treno.
Ragazzi: Ciao! Certo, prego, accomodati! (fanno spazio, spostando gli zaini; gli auricolari spariscono)
Ragazza: (si infila nel posto vicino al finestrino scavalcando le gambe di quello seduto dal lato corridoio) Grazie!
Chiacchiere di circostanza. Entrambi i ragazzi appaiono piuttosto interessati alla nuova compagna di viaggio, probabilmente anche per la mossa iniziale del cambio di posto. Lei pare non disprezzare l’interesse. La discussione continua vivacemente.
Ragazzi: E quindi, cosa sei venuta a fare di bello a Bologna? Studi qui?
Ragazza: Ah, no no. Sono venuta a trovare il mio ragazzo…
Ragazzi: ah
Si percepisce un netto calo della temperatura, almeno da uno dei due lati. Dopo un paio di minuti, prima fermata: la ragazza torna a scavalcare, saluta, scende.
Sto ancora cercando di capire quale sia il punto di vista migliore per interpretare tutto questo e quanto sia distorto quello con cui ho raccontato la storia.
Delicatezza e discrezione October 17th, 2007
Ecco cosa mi è arrivato ieri:
Subject: solo con il vostro assenso www.$sitodiprodottitipici.it provvederà in seguito a farsi conoscere.
Quanta pubblicità indesiderata ed inopportuna c’è oggi sulla rete: presunte vincite aggiudicate, medicamenti miracolosi, richiesta dati personali e tant’altra robaccia davvero sconcia ed inconcludente!!
Dalla nostra abbiamo scelto la strada della delicatezza e della discrezione nell’operare on-line: perciò
www.$sitodiprodottitipici.itsito e-commerce di $prodottitipiciregionali, chiede prima il Vostro cortese consenso a farsi conoscere ed essere successivamente informati delle novità e promozioni inerenti il portale; ciò fatto sempre in punta di piedi, garbatamente e senza stillicidio alcuno, che oltretutto sortirebbe l’effetto contrario rispetto a quello sperato.
Nessun vincolo di acquisto per il ricevente e la possibilità, peraltro riconosciuta dalle vigenti norme in materia, di essere in ogni momento ed a semplice richiesta esclusi dalla mailing list.
Se interessati Vi ringraziamo anticipatamente; ove non lo siate, o provvederete a cestinare la presente mail, Vi ringraziamo ugualmente della considerazione che ci avrete comunque offerto.
Cordialmente,
dott. G$restodelnome C$restodelcognome
(amministratore unico)
Non ci siamo.
Pulire con dash è difficile October 7th, 2007
A qualcuno dei 10 (binario) lettori sarà capitato di avere dei Makefile con regole di questo tipo:
clean:
rm -f basename.{ps,pdf,dvi,log,aux,lot,lof,toc}
Se vi accorgete che non funziona piú (magari da quando avete installato Ubuntu) provate a disinstallare il pacchetto dash.
Spiegazione lunga: dash modifica il link /bin/sh facendolo puntare a /bin/dash anziché a /bin/bash. Make di default (a meno di non aggiungere una linea SHELL=/bin/bash in cima al makefile), usa come shell /bin/sh. Dash non supporta la sintassi {nome1,nome2,nome3}, quindi rm non funziona.
Il titolo del post è triste, lo so.